Dall'elettrocardiogramma all'ecografia: la diagnostica di primo livello arriva nello studio del medico di famiglia. - FIMMG

Dall’elettrocardiogramma all’ecografia: la diagnostica di primo livello arriva nello studio del medico di famiglia.

Sbloccati dopo sei anni i 235,8 milioni stanziati dalla Manovra 2020: fino alla metà alle Case della Comunità, il resto agli ambulatori e alle medicine di gruppo. Biancalani: “Un risultato a lungo atteso”

Un elettrocardiogramma, una spirometria, un’ecografia di primo livello eseguiti nello studio del proprio medico di famiglia, senza attese né passaggi in ospedale: è la prospettiva che si apre con l’intesa sancita il 23 luglio in Conferenza Stato-Regioni sul decreto per l’acquisto delle apparecchiature destinate a medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Le risorse ammontano a 235,8 milioni di euro, stanziati con la legge di bilancio 2020 e ripartiti alle Regioni nel 2022, ma rimasti a lungo inutilizzati.

Il nuovo schema consente a ciascuna Regione di destinare fino al 50% della propria quota alle Case della Comunità hub e spoke; il resto servirà a dotare gli studi, i pediatri e le aggregazioni di medicina di gruppo, con particolare attenzione alle aree interne, rurali, alle piccole isole e alle periferie urbane, dove la Casa della Comunità può essere lontana dal paziente. Le apparecchiature dovranno essere compatibili con la Piattaforma nazionale di telemedicina e con il Fascicolo sanitario elettronico, così da garantire la condivisione dei dati clinici. Alle Regioni spetterà inoltre un piano pluriennale per l’impiego dei fondi destinati agli studi.

Per il segretario generale di Fimmg Toscana, Niccolò Biancalani, è “un risultato atteso da sei anni e, soprattutto, la conferma che le risorse restano interamente nel perimetro della medicina generale. Le ricadute riguardano in primo luogo i pazienti cronici e fragili, che potranno essere seguiti più da vicino, e la riduzione del ricorso agli ospedali e delle liste d’attesa”. 

Restano tuttavia le condizioni perché gli strumenti si traducano in assistenza reale. Secondo la Fimmg di Palermo servono formazione, personale e percorsi chiari: un apparecchio, da solo, non produce presa in carico. È su questo terreno che si misurerà la scommessa, cioè fare dello studio del medico di famiglia non soltanto il luogo della prima visita, ma quello della prima risposta diagnostica.

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