Cefalee primarie in medicina generale - FIMMG

Cefalee primarie in medicina generale

Riconoscere il quadro e orientare la diagnosi

Il mal di testa è un motivo frequente di consultazione in medicina generale. Quando è ricorrente, può compromettere lavoro, relazioni e attività quotidiane. Emicrania, cefalea tensiva e cefalea a grappolo sono tre quadri da riconoscere: la diagnosi nasce soprattutto dall’ascolto del paziente e dall’esame clinico, che permettono anche di individuare le situazioni meritevoli di approfondimento.

Una cefalea “primaria” è una patologia autonoma, non il sintomo di un’altra malattia. Il termine, però, non significa lieve o poco invalidante.


Quanto sono diffuse e chi colpiscono


Una revisione internazionale del 2022, basata su 357 pubblicazioni, ha stimato una cefalea attiva nel 52% della popolazione, con differenze fra donne e uomini. Le stime aggregate, provenienti da studi con metodologie diverse, descrivono l’ordine di grandezza del problema. [1]

Quadro totalePrevalenza totaleDonneUomini

Qualsiasi cefalea attiva

52%

57,8%

44,4%

Emicrania

14%

17%

8,6%

Cefalea tensiva

26%

27,1%

23,4%


L’emicrania risulta quindi circa doppia nelle donne. La cefalea tensiva mostra una differenza più contenuta. [1] La cefalea a grappolo è molto più rara, con una prevalenza nell’arco della vita di circa una persona su mille, e presenta una predominanza maschile. [2, 3]

Il peso sulle giornate di lavoro

Il burden, cioè il carico della malattia, comprende sia l’assenza dal lavoro sia il presenteismo: lavorare nonostante il dolore, con capacità e rendimento ridotti.

Nello studio europeo Eurolight, pubblicato nel 2014, l’emicrania comportava mediamente circa una giornata di lavoro persa al mese, includendo assenze e giornate con produttività inferiore alla metà del normale: il dato non equivale quindi a giornate certificate di malattia. [4] Uno studio del 2018 su utilizzatori europei di un diario digitale rilevava invece 2,3 giornate di assenza al mese fra gli occupati. Era però un campione selezionato, con almeno quattro giorni di emicrania mensili, non rappresentativo di tutte le persone con emicrania. [5]

Per il medico, chiedere «quanti giorni ha dovuto rinunciare al lavoro o alle sue attività?» è dunque parte della valutazione clinica.


Tre quadri e tre profili riconoscibili

L’emicrania presenta attacchi di 4–72 ore, se non trattati efficacemente. Il dolore è spesso pulsante, moderato o intenso e peggiora con attività comuni, come salire le scale. Può essere unilaterale, ma anche bilaterale. Per la diagnosi di emicrania senza aura servono almeno cinque attacchi, almeno due delle caratteristiche precedenti e nausea/vomito oppure fotofobia e fonofobia associate, cioè fastidio per luce e rumori. L’aura può accompagnarsi a disturbi visivi, sensitivi o del linguaggio, reversibili e a sviluppo graduale, con durata tipica di ciascun sintomo di 5–60 minuti. [6, 7]

La cefalea tensiva episodica dura da 30 minuti a sette giorni. Il dolore è tipicamente bilaterale, costrittivo, lieve o moderato e non peggiora con l’attività quotidiana. Non si associa a nausea o vomito; può esserci fastidio per la luce oppure per i rumori, ma non entrambi. La diagnosi richiede almeno dieci episodi e almeno due delle quattro caratteristiche del dolore. [6]

La cefalea a grappolo provoca dolore molto intenso, strettamente unilaterale, intorno all’occhio o alla tempia, per 15–180 minuti. Gli attacchi possono ripetersi da uno ogni due giorni fino a otto al giorno. Si associano segni dallo stesso lato — lacrimazione, occhio arrossato, congestione nasale, palpebra cadente — oppure marcata irrequietezza. Il paziente spesso cammina e non riesce a stare fermo. [6]


Una strategia diagnostica per l’ambulatorio

Il percorso proposto nel documento operativo può essere organizzato in quattro passaggi.

1. Cercare prima i segnali d’allarme. Esordio improvviso con massima intensità in pochi minuti, deficit neurologici nuovi, alterazione della coscienza o febbre con rigidità nucale richiedono valutazione urgente. Una cefalea nuova dopo i 50 anni, progressiva o diversa dal solito, oppure comparsa in gravidanza/puerperio, in presenza di neoplasia o immunodepressione, richiede un percorso mirato per escludere cause secondarie.

2. Ricostruire l’attacco tipico. Chiedere durata senza trattamento, sede, qualità, intensità, effetto del movimento e sintomi associati. Il comportamento durante la crisi aiuta: nell’emicrania si tende a cercare riposo e buio; nel grappolo prevale l’agitazione. Valutare separatamente eventuali tipi diversi di mal di testa nello stesso paziente.

3. Contare giorni e farmaci. Il diario deve registrare giorni di cefalea, limitazioni e giorni di assunzione dei medicinali. L’uso eccessivo può complicare il quadro: le soglie sono ≥10 giorni/mese per triptani, oppioidi o analgesici combinati e ≥15 per paracetamolo o FANS, protratte oltre tre mesi. Sono soglie di sospetto, non limiti “sicuri” da raggiungere.

4. Scegliere approfondimenti che possano cambiare la gestione. Con quadro tipico di emicrania o tensiva, esame neurologico normale e assenza di segnali d’allarme, la neuroimmagine non è indicata soltanto per rassicurare. Un primo sospetto di grappolo richiede invece valutazione specialistica tempestiva e definizione dell’indicazione alla neuroimmagine. Diario, MIDAS o HIT-6 aiutano a misurare l’impatto e programmare la rivalutazione. [7, 8]


Riferimenti essenziali

1. Stovner LJ et al. The global prevalence of headache: an update, with analysis of the influences of methodological factors on prevalence estimates. The Journal of Headache and Pain, 2022: https://doi.org/10.1186/s10194-022-01402-2

2. Fischera M et al. The incidence and prevalence of cluster headache: a meta-analysis of population-based studies. Cephalalgia, 2008: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18422717

3. Winsvold BS et al. Cluster Headache Genomewide Association Study and Meta-Analysis Identifies Eight Loci and Implicates Smoking as Causal Risk Factor. Annals of Neurology, 2023: https://doi.org/10.1002/ana.26743

4. Steiner TJ et al. The impact of headache in Europe: principal results of the Eurolight project. The Journal of Headache and Pain, 2014: https://doi.org/10.1186/1129-2377-15-31

5. Burden of Migraine in Europe Using Self-Reported Digital Diary Data from the Migraine Buddy© Application. Neurology and Therapy, 2018: https://doi.org/10.1007/s40120-018-0113-0

6. International Headache Society. International Classification of Headache Disorders, 3rd edition (ICHD-3), 2018: https://ichd-3.org/

7. NICE. Headaches in over 12s: diagnosis and management. Clinical guideline CG150:https://www.nice.org.uk/guidance/cg150/chapter/recommendations

8. Steiner TJ, Lipton RB. The Headache-Attributed Lost Time (HALT) Indices: measures of burden for clinical management and population-based research. The Journal of Headache and Pain, 2018: https://doi.org/10.1186/s10194-018-0837-3

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