Niccolò Biancalani: la lettera del nuovo Segretario FIMMG

La FIMMG che vogliamo, la medicina generale che costruiremo.

Assumere la guida della FIMMG è per me motivo di grande emozione, orgoglio e, soprattutto, di profonda responsabilità. La fiducia che il Congresso Nazionale ha voluto accordarmi rappresenta un riconoscimento importante, ma ancora di più un impegno nei confronti di tutti i colleghi che ogni giorno garantiscono un’assistenza fondamentale a milioni di cittadini.

Voglio innanzitutto ringraziare chi ha contribuito a costruire la storia della nostra Federazione, chi l’ha guidata e chi continua a rappresentarla quotidianamente nei territori. Un ringraziamento particolare va a Silvestro Scotti, che ha guidato la FIMMG negli ultimi dieci anni e che continuerà a mettere la propria esperienza al servizio della Federazione nel ruolo di Presidente.

Il rinnovamento che abbiamo proposto non nasce dalla volontà di mettere in discussione quanto costruito, ma dalla convinzione che sia arrivato il momento di valorizzare quel patrimonio, accompagnandolo verso una nuova fase.

Collegialità, rinnovamento e concretezza sono le parole che guideranno il nostro progetto. Non rappresentano soltanto uno slogan congressuale, ma il modo in cui intendiamo affrontare i prossimi quattro anni.

La FIMMG è una grande organizzazione, radicata in ogni territorio del Paese, fatta di persone, competenze ed esperienze differenti. Questa pluralità rappresenta una straordinaria ricchezza. La nostra forza è sempre stata la capacità di tenere insieme le diverse anime della medicina generale, costruendo posizioni comuni e difendendo con determinazione il valore della nostra professione.

Ci attende una fase particolarmente importante. I cambiamenti demografici, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e l’evoluzione tecnologica ci impongono di guardare avanti. Non possiamo limitarci a difendere l’esistente: dobbiamo costruire una medicina generale moderna, organizzata, sostenibile e capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute dei cittadini.

Il nostro obiettivo deve essere quello di restituire valore, tempo e qualità al lavoro del medico di famiglia.

Oggi troppi colleghi si trovano a gestire carichi di lavoro difficilmente sostenibili, una burocrazia crescente e responsabilità sempre maggiori, senza strumenti e supporti organizzativi adeguati. Dobbiamo investire nell’organizzazione degli studi, nel personale amministrativo e infermieristico, nella diagnostica di primo livello e nelle nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale. Strumenti che devono semplificare il lavoro e liberare tempo per ciò che conta davvero: la relazione con il paziente.

Il prossimo Accordo Collettivo Nazionale rappresenterà un passaggio decisivo. Dovremo consolidare le innovazioni introdotte, correggere ciò che non funziona e costruire condizioni professionali ed economiche adeguate alle nuove responsabilità. Il ruolo unico dovrà trovare piena attuazione attraverso modelli sostenibili e flessibili, mentre le tutele professionali, la conciliazione tra vita e lavoro e la valorizzazione delle nuove generazioni dovranno diventare priorità concrete.

Al tempo stesso dobbiamo essere protagonisti della trasformazione dell’assistenza territoriale.

Le Aggregazioni Funzionali Territoriali devono diventare il vero riferimento organizzativo della medicina generale, valorizzando il lavoro in équipe e la continuità assistenziale. Le Case della Comunità rappresentano un’opportunità importante, ma devono integrarsi con la rete capillare degli studi dei medici di famiglia, senza sostituirla e senza ridursi a semplici contenitori di attività orarie.

Il nostro obiettivo non è riempire strutture, ma costruire un’organizzazione territoriale capace di produrre salute, rafforzando la prevenzione, la presa in carico della cronicità e il rapporto fiduciario con i cittadini.

Dobbiamo inoltre tornare a rendere la medicina generale una scelta professionale desiderabile per le nuove generazioni, investendo nella formazione, nella crescita professionale e in prospettive di lavoro che restituiscano attrattività alla nostra professione.

Tutto questo richiederà un confronto costante con il Governo, le Regioni e le istituzioni sanitarie. La FIMMG dovrà essere un interlocutore autorevole, capace di avanzare proposte concrete e di difendere con fermezza la natura convenzionata della medicina generale, la sua autonomia professionale e il rapporto fiduciario con i cittadini.

Ma il nostro lavoro dovrà partire anche dall’interno.

Voglio una FIMMG sempre più partecipata, nella quale il livello nazionale non sia distante dai territori, ma rappresenti il punto di sintesi delle esperienze, delle proposte e delle difficoltà che ogni giorno emergono dalla nostra professione. Una Federazione nella quale i segretari regionali e provinciali siano protagonisti delle scelte, le nuove generazioni trovino spazio e ogni iscritto possa riconoscersi.

La collegialità non deve essere soltanto un principio da richiamare, ma un metodo di lavoro quotidiano. Significa ascoltare, confrontarsi, valorizzare le competenze e avere la capacità di costruire insieme le decisioni, anche partendo da sensibilità differenti.

Il Congresso ci ha affidato una responsabilità comune: mettere le nostre idee, le nostre competenze e le nostre energie al servizio di una FIMMG sempre più forte, autorevole e vicina ai colleghi.

Le porte della Federazione saranno aperte a tutti coloro che vorranno contribuire con idee, passione e impegno. Perché la nostra organizzazione non appartiene a chi temporaneamente la guida, ma a tutti coloro che ogni giorno la rendono viva.

Sarò il Segretario di tutti, consapevole che la forza della FIMMG non risiede in una singola persona, ma nella capacità di lavorare insieme per un obiettivo comune.

Affronto questo incarico con entusiasmo, determinazione e ottimismo. Conosco le difficoltà della nostra professione perché sono prima di tutto un medico di famiglia e vivo quotidianamente le stesse sfide dei colleghi che rappresentiamo. Ma conosco anche la straordinaria competenza, la passione e il senso di responsabilità della nostra comunità professionale.



La FIMMG è stata, è e continuerà a essere un punto di riferimento fondamentale per i medici di famiglia italiani. I suoi valori fondanti, la sua autonomia, la sua storia e la sua capacità di rappresentanza costituiscono un patrimonio che abbiamo il dovere di custodire e rafforzare.

Non ci viene chiesto soltanto di affrontare i problemi di oggi, ma di costruire le condizioni affinché i medici di famiglia di domani possano esercitare una professione migliore di quella che abbiamo conosciuto noi.

È questa la sfida che vogliamo raccogliere, con l’impegno, l’energia e la partecipazione di tutti.

Buon lavoro a tutti noi.

Niccolò Biancalani

Segretario Generale Nazionale FIMMG

NEWSLETTER

    Ricevi aggiornamenti settimanali sulla medicina generale.